Una giornata agli HackInBo Forensic Games

Sabato 16 novembre si sono svolti a Bologna – nell’ambito del consueto e annuale evento sulla sicurezza informatica HackInBo – i “Forensic Games”, la sfida nel contesto delle indagini digitali alla quale partecipano, da ormai tre anni, appassionati d’informatica forense confrontandosi in scenari investigativi realistici e avvincenti.

La progettazione dei Forensic Games è frutto dell’impegno dell’instancabile Alessandro Farina, coadiuvato da Paolo Reale, Paolo Dal Checco, Mattia Epifani e Davide “Rebus” Gabrini, con la supervisione di Mario Anglani e del team HackInBo che rende possibile realizzare in concreto il frutto dell’immaginazione di tutti coloro che hanno contribuito.

Dalla fondazione dei Forensic Games, Alessandro Farina ha il merito di essere riuscito a coordinare e spronare il gruppo di lavoro in modo da arrivare all’evento con un gioco reso ancora più avvincente dalla collaborazione delle Forze dell’Ordine e dei volontari dell’ANPAS, che rendono ogni anno la scena del crimine e le indagini che su di essa si vanno a sviluppare ancora più realistica.

Gli HackInBo Forensic Games 2024, tenutisi a Bologna nella loro quarta edizione, si sono confermati anche quest’anno uno degli eventi più stimolanti e innovativi nel panorama della sicurezza informatica italiana, offrendo ai partecipanti l’opportunità di immergersi in un caso realistico – forse anche troppo 😅 – e complesso, ambientato in uno scenario che combinava tecnologia avanzata, criminalità informatica e investigazione tradizionale.

L’evento ha richiesto ai team di partecipanti – che non si erano mai incontrati prima – di affrontare una sfida multidisciplinare, intrecciando competenze tecniche, intuizione investigativa e capacità di collaborazione sotto pressione con il fine di produrre una perizia informatica preliminare basandosi su attività svolte sul campo.

Il contesto dei Forensic Games

L’ambientazione dei Forensic Games è stata curata nei minimi dettagli, ricreando il contesto di una banca, localizzata all’interno del Centro Congressi Grand Tour Italia (ex Fico) e diventata teatro di un crimine violento. Un impiegato è stato infatti trovato morto in circostanze misteriose e le indagini hanno subito rivelato un intreccio di attività illecite, dalla manipolazione di dati aziendali a traffici sul dark web.

L’obiettivo dei partecipanti non era solo quello di raccogliere prove, ma di ricostruire la catena di custodia, valutare la volatilità delle informazioni raccolte, identificare il movente e fornire elementi utili per individuare il responsabile dell’omicidio.

Questo scenario ha messo in luce l’importanza della digital forensics come disciplina fondamentale per risolvere crimini moderni. Le indagini forensi si sono infatti concentrate su dispositivi digitali compromessi, reti aziendali potenzialmente infiltrate, sistemi di videosorveglianza e dati crittografati che celavano segreti compromettenti alla base di un omicidio ricostruibile esclusivamente grazie alle tracce digitali lasciate dal colpevole.

I partecipanti hanno avuto accesso a strumenti avanzati d’informatica forense e a informazioni parziali, dovendo spesso colmare le lacune con ingegno e rigore scientifico, confrontandosi, prendendo decisioni anche in un contesto d’urgenza e arrivando a trarre le conclusioni dell’indagine digitale nel corso della stessa giornata.


Il cuore delle indagini digitali

I team di partecipanti ai Forensic Games hanno affrontato una gamma diversificata di dispositivi e problematiche, rappresentative delle sfide reali del settore dell’informatica forense. Tra le attività principali, spiccavano:

  • Analisi delle chiavette USB: Alcuni dispositivi rimovibili contenevano volumi cifrati protetti da password. Una volta decifrati, hanno rivelato file sospetti come richieste di riscatto, immagini legate a traffici illegali e collegamenti a wallet in criptovalute. L’uso di strumenti come VeraCrypt e WinSCP ha evidenziato un tentativo sistematico di nascondere e trasferire informazioni sensibili.
  • Recupero di dati crittografati: La crittografia è stata uno degli ostacoli principali delle attività dei team partecipanti ai Forensic Games. Attraverso l’uso di tool d’informatica forense come FTK Imager o Autopsy, i team sono riusciti a montare volumi protetti e analizzarne il contenuto, trovando prove che collegavano la vittima a operazioni sospette su piattaforme del dark web, come siti di e-commerce illegali e wallet Bitcoin orientati alla protezione della privacy.
  • Analisi della RAM: Un’attenzione particolare è stata data alla memoria volatile, che ha fornito dettagli su sessioni attive e applicazioni utilizzate prima dell’arrivo degli investigatori sulla scena del crimine. Questa pratica ha permesso di recuperare dati critici che sarebbero altrimenti andati persi dopo il riavvio dei dispositivi.
  • Ricostruzione della cronologia di navigazione: L’analisi dei browser ha giocato, come spesso accade, un ruolo cruciale. Sono emerse dall’analisi forense dello storico del browser password salvate, cronologie di accesso a gestionali aziendali e link a siti della rete Tor, utilizzati per attività illecite come traffico di droga e armi. Alcuni team hanno utilizzato metodi avanzati, come la modifica dei campi password tramite strumenti di ispezione del codice, per recuperare credenziali nascoste.
  • Indagini sulla rete aziendale: Il monitoraggio del traffico di rete – una embrionale network forensics – ha rivelato attività sospette, come connessioni a server remoti e tentativi di esfiltrazione di dati. Questa analisi ha suggerito che l’aggressore fosse ben organizzato e tecnicamente preparato.

Le sfide affrontate

Ogni fase dell’indagine informatica forense ha presentato ostacoli complessi. La crittografia dei dispositivi rimovibili e dei file rappresentava un problema tecnico significativo, risolto solo grazie alla combinazione di strumenti avanzati e forte intuito da parte dei partecipanti. La necessità di lavorare in tempo reale, senza compromettere le prove ha richiesto precisione e rapidità. Inoltre, l’interazione con le Forze dell’Ordine ha evidenziato quanto sia fondamentale combinare indagini digitali e investigazione tradizionale, in un contesto dove la cooperazione tra gli operatori è un elemento strategico.

La collaborazione tra team di partecipanti, Carbinieri, Polizia di Stato e Polizia Scientifica è stata cruciale, la scena del crimine è infatti stata popolata di operatori che si sono suddivisi i ruoli, dall’acquisizione delle impronte digitali, tracce biologiche, immagini alla raccolta di reperti e bossoli.

Anche l’analisi delle registrazioni dei video di sorveglianza del DVR della banca in cui è stato ambientato il forensic game ha giocato un ruolo strategico. Grazie al sistema di riconoscimento facciale SARI, un’immagine parziale del sospetto è stata migliorata e confrontata con un database esistente, portando a possibili corrispondenze. Questo passaggio ha sottolineato il ruolo sempre più centrale della tecnologia nell’identificazione di responsabili.


La premiazione

La premiazione delle squadre della 4° Edizione di HackInBo® Forensic Games – HackInBo® Classic Edition Winter 2024 – è stata avvincente, ha infatti seguito la presentazione dei casi da parte dei partecipanti, con interventi degli organizzatori Alessandro Farina, Paolo Reale, Paolo Dal Checco, Mattia Epifani e Davide “Rebus” Gabrini e con interventi e supervisione di Mario Anglani e del team HackInBo.

Al seguente link potete visionare il video youtube della premiazione dei Forensic Games 2025 ad HackInBo, con l’esposizione delle squadre partecipanti che hanno raccontato come hanno condotto l’analisi forense e redatto una piccola perizia informatica con le risultanze delle analisi tecniche.

Conclusioni e spunti di riflessione

Gli HackInBo Forensic Games si sono chiusi con una vittoria collettiva: ogni team ha portato contributi unici e complementari, dimostrando quanto la digital forensics sia una disciplina che richiede sia competenze tecniche che pensiero critico. La simulazione ha evidenziato i pericoli crescenti del crimine informatico, ma anche la potenza degli strumenti investigativi disponibili per combatterlo.

Il caso presentato, con le sue sfaccettature digitali e fisiche, è stato un esempio lampante della complessità del mondo moderno. Gli investigatori non solo hanno analizzato dati, ma hanno raccontato una storia: quella di un crimine nato dalla tecnologia e nascosto dietro file crittografati, software di anonimato e sistemi aziendali compromessi.

Questa edizione degli HackInBo Forensic Games non è stata solo una competizione, ma una lezione pratica su come affrontare le sfide della sicurezza informatica e informatica forense. Ha mostrato che il successo nel risolvere casi come questo richiede non solo abilità tecniche, ma anche collaborazione, intuito e la capacità di adattarsi a scenari in continuo mutamento. Un monito e un’opportunità per chi lavora nel settore della sicurezza delle informazioni, ma anche per chi guarda al futuro con preoccupazione e speranza.

NIS2, Informatica Forense e Cybersecurity ad HackInBo Business

Nella giornata di venerdì 15 novembre 2024, nell’ambito dell’evento HackInBo Business a Bologna, si terranno diversi interventi sulla NIS2 durante i quali verranno approfonditi gli argomenti relativi alla Cybersecurity e all’Informatica Forense.

NIS2 e Digital Forensics ad HackInBo Business

In particolare, la società Forenser avrà l’occasione di fornire un piccolo contributo, dalle 14:30 alle 15:30, con la partecipazione a una tavola rotonda sulla NIS2 durante la quale parteciperanno:

  • Francesco Paolo Micozzi (Avvocato avvocato Cassazionista e docente di Informatica Giuridica al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia)
  • Cristina Magro (leadership and personal development coach per SANS)
  • Paolo Dal Checco (Consulente Informatico Forense, CEO Forenser Srl)
  • Luigi Ricchi (Information Security Manager dell’Aeroporto G. Marconi di Bologna SpA)
  • Massimo Bugani (Assessore Innovazione Digitale e Protezione Civile presso il Comune di Bologna)

Durante la tavola rotonda a Bologna si parlerà di NIS2, Informatica Forense e Cybersecurity mettendo a confronto esperienze in ambito aziendale e governativo legato alla direttiva.

NIS2 ed Informatica Forense ad HackInBo Business

Ogni relatore porterà il suo contributo all’argomento NIS2, tra gli altri verranno trattati brevemente gli aspetti che legano la NIS2 all’Informatica Forense, alla raccolta delle prove digitali e alla gestione degli incidenti informatici, che tra l’altro Paolo Dal Checco ha già anticipato nella Memoria Scritta su Atto del Governo n. 164 per le Commissioni Riunite I (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) e IX (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) su chiamata per contributi nell’ambito del Recepimento della direttiva (UE) 2022/2555, relativa a misure per un livello comune elevato di cybersicurezza nell’Unione – cd. NIS2.

Paolo Dal Checco e il contributo per la Memoria Atti del Governo in ambito NIS2

Per quanto la NIS2 sia più orientata alle problematiche legate alla sicurezza informatica rispetto alla digital forensics, è stato importante poter contribuire nella Memoria Scritta su Atto del Governo n. 164 per le Commissioni Riunite sulla NIS2 con alcune indicazioni sulle questioni relative alla gestione informatica forense degli incidenti informatici che sarebbe opportuno fosse annoverata tra le best practices ma soprattutto tra i requisiti di una buona gestione interna.

NIS2 e Informatica Forense, Tavola Rotonda ad HackInBo

Exterro, dietro front per FTK Imager

Nell’articolo pubblicato il 28 ottobre scorso sul nostro sito, avevamo segnalato un importante aggiornamento dell’applicazione FTK Imager, uno degli strumenti più utilizzati del panorama informatico forense.

La novità determinante introdotta con la nuova versione 4.7.3.61 (“Exterro_FTK_Imager_4.7.3.61.exe” con hash MD5 “fb98287965d4e3b9a7e9de50a781dca4”, SHA1 0ff6f6ee8fb640a3de1c5195e764c67df7e6e996, SHA256 f4f56139a6c667dba6f6c09b7dd7c8bc72cbbe6ec8de0a82bb5a49676b6b5ee0) dell’applicazione era la possibilità di gestire la crittografia BitLocker che nel tool si mostrava pienamente supportata nei processi di mounting dell’immagine cifrata (senza necessità di montare il volume logico), anche nel caso di presenza di “clear key” e generazione di copia forense già decifrata.

Nei giorni immediatamente successivi la società ha rimosso il link dalla pagina di download, generando non poco stupore (e anche un pizzico di preoccupazione visto che nel changelog erano presenti fix di vulnerabilità) tra gli utenti:

ftk-imager-unavaiable

Successivamente, il 3 novembre, Exterro ha rilasciato su X, dal suo profilo, un comunicato dove spiegava che il rilascio della versione che gestisce BitLocker non è stato sostanzialmente intenzionale, non precisando se la successiva versione dello strumento che sarebbe stata rilasciata il 5 novembre avrebbe incluso ancora tale funzionalità:

exterro-post-X

Tra il 5 e il 6 novembre Exterro ha annunciato sul suo portale, nella sezione relativa al download di FTK Imager (sbagliando nella sua precisazione ad indicare il numero di versione sostituita, riportando “4.7.3.21” anziché “4.7.3.61”) la pubblicazione della versione 4.7.3.81 (hash MD5 “3815b9c2a6aa8898ecbe55353aaf4b79”, SHA1: “5ae3e1ea937f56367409deebb4b71147a6b883f4”, SHA256 “443843a3923a55d479d6ebb339dfbec12b5c1aabed196bf0541669abbe9b1c51”) che non include la funzionalità di gestione della crittografia:

comunicato-exterro-rilascio-non-intenzionale

Mentre questo “passo indietro” ha oggettivamente scosso la comunità di tecnici che ogni giorno utilizzano lo strumento e si sentivano arricchiti dall’introduzione di una feature così vantaggiosa, ci si chiede se mai si vedrà una nuova pubblicazione dello strumento con inclusa questa funzionalità. È sempre più facile, infatti, imbattersi in dischi che sono crittografati con Bitlocker e possedere un tool che supporti la decifratura/mounting delle immagini cifrate è strategico sia nella fase di produzione di copia forense che di processing e analisi dei dati.

Nel frattempo, si tornerà all’utilizzo di soluzioni alternative come ad esempio Arsenal Image Mounter che già nella versione gratuita include la possibilità di montare immagini forensi di volumi crittografati con BitLocker che utilizzano la “clear key” e agevola il processo di generazione di copia decifrata.

Non è chiaro quale sia il motivo esatto del “dietro front” di Exterro, anche se è facile immaginare che la società possa voler includere tale funzione in una versione più esclusiva (magari a pagamento) dell’applicazione o all’interno della suite di analisi FTK (Forensic Toolkit). Resta anche l’ipotesi che la società voglia mantenere le feature della versione 4.7.3.61 in una “internal build” che non verrà rilasciata al pubblico.

FTK Imager: novità dell’aggiornamento in download gratuito

È recente la pubblicazione della nuova versione del tool della società Exterro “FTK Imager”, il “coltellino svizzero” dell’informatica forense che ogni consulente informatico forense ha nel proprio repertorio e utilizza quasi quotidianamente per fare copie forensi, aprire e lavorare su immagini forensi, acquisire la RAM dei PC, estrarre file di sistema, virtualizzare o fare analisi forensi su SSD, HD e supporti di memoria.

Il download della nuova versione è disponibile al link del sito di Exterro https://www.exterro.com/ftk-product-downloads/ftk-imager-4-7-3-61 e introduce funzionalità attese e interessanti. Ricordiamo che il download di FTK Imager e gratuito e può essere effettuato allo stesso link presente nella sezione “Product Downloads”:

download-FTK-Imager

Le novità dell’aggiornamento

Il changelog fornito dalla società è piuttosto scarno ed indica come unica novità il miglioramento nel processo di “mounting” delle immagini di Windows 11. Il resto dei cambiamenti interni riguarderebbe la risoluzione di bug:

Changelog-aggiornamento-FTK-Imager

Installando e avviando lo strumento si possono apprezzare novità molto più interessanti; infatti, è ora possibile montare e navigare immagini forensi di drive che sono crittografati con BitLocker e si possono, con questo aggiornamento, creare ed esportare copie forensi di dischi cifrati in formato non cifrato.

Tale mancanza, in questi anni, è stata sopperita dall’utilizzo di strumenti esterni, come Arsenal Image Mounter, strumento in grado di montare immagini forensi di dischi cifrati con BitLocker, riconoscere la presenza di “clear key”, generare immagini decifrate, etc.

Riconoscimento, mounting e acquisizione di volumi crittografati

Vediamo ora come si concretizzano le novità più importanti, avviando direttamente lo strumento.

Adesso, selezionando “Add evidence Item” o “Create disk Image” e indicando un volume fisico cifrato con BitLocker, abbiamo accesso ad una nuova schermata, che propone l’inserimento della chiave a 48 bit o della password (nel caso di drive esterni):

creazione-immagine-forense-disco-cifrato

Cliccando poi su “OK” si ha accesso al volume fisico come se fosse decifrato.

Come accennato, attraverso questa nuova funzionalità è possibile produrre copia forense del disco crittografato, direttamente in forma decifrata. In questo caso lo strumento avvisa l’utente del fatto che il valore di hash della copia forense del drive in forma decifrata differirà dal valore di hash che si otterrebbe acquisendolo nella sua forma crittografata:

conferma-creazione-immagine-cifrata

Premendo su “Cancel” anziché su “OK” si procederebbe con l’acquisizione forense del disco nella sua forma cifrata:

creazione-immagine-forense-disco-cifrato-cancel
creazione-immagine-forense-disco-cifrato-sì

In questo caso sarà comunque possibile montare, sempre con FTK Imager, la copia così ottenuta e creare a posteriori la relativa immagine decifrata. Un’ulteriore possibilità sarà montare il drive decifrato sia fisicamente che logicamente, per mezzo dell’opzione “Image Mounting…”:

mounting-immagine-cifrata

La versione “portable” standalone

FTK Imager viene distribuito come versione installabile, ma può agevolemente essere convertito in versione portabile o standalone avviando l’installer e copiando su di una pendrive la cartella dove il programma viene installato.

Versione-portable-FTK-Imager

Le librerie DLL necessarie per la sua esecuzione saranno contenute all’interno della cartella “C:\Program Files\AccessData” e sono sufficienti per far girare il tool FTK Imager in modalità portable anche su altri PC senza installarlo, ma avviandolo direttamente da una pendrive o da una risorsa di rete. A questo punto, si otterrà una versione FTK Imager Portable, da utilizzare sul campo, così da evitare di sporcare il sistema con una nuova installazione.

Conclusioni

La nuova funzionalità di mounting di drive e immagini forensi di dischi cifrati con BitLocker nonché la possibilità di creare immagini di drive in formato già decifrato, accontenta i molti utenti che quotidianamente utilizzano FTK Imager per le attività di acquisizione e analisi forense ed altre attività a supporto della perizia informatica. In passato, queste lacune potevano essere colmate mediante l’ausilio di altri strumenti gratuiti, ed ora anche FTK Imager può vantare nel suo già ricco armamentario queste funzionalità, senz’altro molto utili per qualunque Digital Forensics Expert.

Disponibile per il download Tsurugi Linux 2024.1 live distro gratuita e open source per informatica forense

Il 30 luglio 2024 è stata rilasciata la nuova versione della live distro di informatica forense “Tsurugi” nella versione lab 2024.1, disponibile per il download gratuito sia come immagine di 16.7 GB, sia come macchina virtuale da 33.7 GB. Questo strumento, essenziale per i professionisti dell’informatica forense, è tra i più utilizzati nel campo del digital forensics, insieme alla celebre distribuzione Caine Linux.

Tsurugi Linux è una distribuzione Linux open source progettata per l’informatica forense, la risposta agli incidenti e l’analisi di malware, che offre una soluzione potente e versatile tramite tool e strumenti software di altissima qualità. Questa distro è specificamente ideata per supportare le indagini digitali, mettendo a disposizione una vasta gamma di strumenti preinstallati che rispondono alle diverse esigenze dei consulenti forensi, come l’acquisizione dei dati, le attività di copia forense, l’analisi della memoria e l’analisi del traffico di rete. Una delle sue caratteristiche principali è la possibilità di funzionare in modalità live, permettendo agli investigatori di operare senza modificare lo stato del sistema esaminato, garantendo così l’integrità delle prove raccolte.

La live distro opens source Tsurugi Linux è altamente configurabile, con moduli specifici per diverse esigenze forensi, come l’analisi di sistemi Windows, dispositivi mobili o indagini su malware, attività frequenti durante la realizzazione di perizie informatiche. Si distingue anche nell’analisi della rete e della memoria, offrendo strumenti avanzati per l’acquisizione forense e l’analisi di traffico di rete e memoria volatile, elementi cruciali nelle indagini forensi moderne.

Essendo un software open source, Tsurugi rappresenta una scelta eccellente per gli investigatori digitali, grazie alla sua struttura modulare che permette di creare un ambiente di analisi mirato e ottimizzato per ogni tipo di indagine digitale.

Con una solida community, una documentazione dettagliata e la compatibilità con numerosi altri strumenti forensi, Tsurugi Linux è una risorsa imprescindibile per i professionisti del settore che necessitano di una piattaforma affidabile e sicura per le loro indagini.

La distro Tsurugi può essere scaricata gratuitamente dalla pagina ufficiale dei download del sito Tsurugi-Linux. Il software è offerto senza alcuna garanzia, secondo i termini della licenza General Public License (GNU).

È importante verificare sempre i valori hash delle ISO o della VM scaricata dal sito Tsurugi, utilizzando la firma digitale prodotta dagli sviluppatori e distribuita sul sito. Per comodità, riportiamo i valori hash SHA512 delle due release di Tsurugi Linux Lab 2024.1:

tsurugi_linux_2024.1.iso: 885aa818a6b61803b74ffd885a66d676e6ae6279cafe9ff53cc9ba15aabebb844c4428a2b6480061a82dc466edb2728811e0a03252aaf0aa5e8b158690a1c678

tsurugi_linux_2024.1_vm.ova: 30d88f3a683862642ee8f1c13f43044f13e62471b65ed7e63ed459485ad5259f42c242a5df0ff179f6a80750f4055c33ad5f310277ed8d38b4e9da8d0db85a13

La nuova versione di Tsurugi Linux, rispetto a quella rilasciata il 22 dicembre 2023, include le seguenti novità, elencate nel changelog ufficiale:

  • Kernel 6.9.3 personalizzato;
  • Aggiornamento completo del sistema;
  • Aggiornamenti firmware;
  • Correzione di bug minori;
  • Miglioramento di Volatility;
  • Aggiunta di nuovi strumenti e tool al menù;
  • Menù aggiornati.

La dimensione di quasi 17 GB rende questa distribuzione meno adatta per operazioni sul campo, come ad esempio l’esecuzione di copia forense di hard disk, pendrive, SSD oppure acquisizione RAM, triage e anteprima, a causa della difficoltà di caricarla in RAM (es. con il comando da kernel “toram”) e delle risorse necessarie per l’esecuzione.

Rimane però ideale per un’installazione locale o per sfruttare la vasta gamma di strumenti offerti dagli sviluppatori. Attendiamo con interesse il rilascio della versione Tsurugi Acquire, pensata invece per eseguire copie forensi di supporti digitali con maggiore leggerezza e massima compatibilità con i vari sistemi su cui può essere avviata.