Sysdiagnose su iPhone e iPad: come generarlo, recuperarlo e condividerlo in modo sicuro

Sysdiagnose su iPhone e iPad: schema per generare, recuperare e condividere in modo sicuro i log diagnostici
Il pacchetto sysdiagnose raccoglie i log diagnostici di iPhone e iPad per attività di assistenza tecnica, incident response e analisi forense

Durante un’analisi, la gestione di un incidente o una semplice attività di assistenza tecnica, capita sempre più spesso di chiedere a qualcuno di generare un “sysdiagnose” del proprio iPhone o iPad. E la risposta è quasi sempre la stessa: “Un che cosa?”.

Il sysdiagnose è un archivio diagnostico prodotto su richiesta da iOS e iPadOS. Il file, in formato .tar.gz, contiene una fotografia molto dettagliata dello stato del dispositivo, incluse informazioni provenienti da diverse parti del sistema operativo, log di sistema e crash report recenti.

Può essere utile per analizzare blocchi, crash, consumi energetici anomali, problemi di rete e altri comportamenti inattesi.

I due modi per generarlo dall’iPhone o dall’iPad

Metodo A – la combinazione di tasti

È il metodo standard documentato da Apple:

Premete contemporaneamente Volume Su, Volume Giù e il tasto laterale o superiore, quindi rilasciateli immediatamente.

Il sysdiagnose viene avviato al rilascio dei pulsanti: non teneteli premuti in attesa di una conferma.

Su iPhone, una breve vibrazione conferma generalmente l’avvio della raccolta; su iPad la vibrazione non è prevista.

Gli errori più comuni sono tre:

  • prolungare la pressione: il dispositivo potrebbe bloccarsi oppure mostrare la schermata di spegnimento o di SOS emergenze. La pressione deve essere breve e simultanea.
  • premere i tasti in sequenza: tutti e tre devono essere premuti contemporaneamente.
  • cercare immediatamente il file: la raccolta richiede diversi minuti e Apple indica che può impiegarne fino a dieci.

Metodo B – AssistiveTouch

È il metodo meno noto, ma spesso più comodo se i tasti fisici sono danneggiati oppure se si vogliono evitare catture di schermata o altri errori generici sopra riportati:

  1. Impostazioni > Accessibilità > Tocco > AssistiveTouch, e si attiva AssistiveTouch;
  2. si tocca “Personalizza menu principale” e si aggiunge la voce Analisi;
  3. compare il pulsante flottante: si riproduce il problema, si tocca il pulsante e si sceglie Analisi.

Comparirà un’indicazione che segnala la raccolta dei dati analitici in corso.

Dove trovare il file

Dopo qualche minuto, il sysdiagnose sarà disponibile in:

Impostazioni > Privacy e sicurezza > Analisi e miglioramenti > Dati di analisi

L’elenco può essere molto lungo. Utilizzate la funzione di ricerca, oppure scorrete fino a individuare il file più recente il cui nome inizia con:

sysdiagnose_

Il nome sarà simile a questo:

sysdiagnose_2026.08.17_14-32-11+0200_iPhone-OS_iPhone_23A123.tar.gz

Se il file non compare immediatamente, attendete fino a dieci minuti e controllate nuovamente. Se continua a non essere presente, è possibile che la combinazione di tasti non sia stata rilevata e che la raccolta non sia mai iniziata.

Il file può occupare centinaia di megabyte: è normale e non indica un errore.

Recuperare il sysdiagnose da Mac con libimobiledevice

Il Mac non genera il sysdiagnose dell’iPhone o dell’iPad, ma può recuperarne una copia dopo che l’archivio è stato creato sul dispositivo.

Prima di proseguire, generate quindi il sysdiagnose con uno dei due metodi descritti sopra e attendete il completamento della raccolta.

Per trasferirlo è possibile utilizzare libimobiledevice, una suite open source che consente di comunicare con i dispositivi Apple.

Se utilizzate Homebrew e la suite non è ancora installata, da Terminale eseguite:

brew install libimobiledevice

Collegate l’iPhone o l’iPad al Mac tramite USB e sbloccate il dispositivo. Se compare la richiesta “Vuoi autorizzare questo computer?”, selezionate Autorizza.

Da Terminale eseguite:

idevicepair pair

Il comando effettua il pairing e consente al dispositivo di comunicare con il Mac.

Dalla directory nella quale volete conservare i file, create una cartella dedicata al dispositivo – nel caso in esempio un iPhone 11 – e una seconda cartella chiamata sysdiagnose:

mkdir -p "iPhone 11/sysdiagnose"

Posizionatevi quindi al suo interno:

cd "iPhone 11/sysdiagnose"

Le virgolette sono necessarie perché il nome iPhone 11 contiene uno spazio.

In seguito recuperate i file diagnostici, eseguendo esattamente questo comando:

idevicecrashreport -e -k .

Il punto finale indica la cartella corrente come destinazione. L’opzione -e estrae i crash report disponibili, mentre -k mantiene una copia dei report anche sul dispositivo.

Attendete che il caricamento di tutti i file sia terminato.

Al termine, tornate alla cartella precedente con il comando:

cd ..

Quindi create l’archivio compresso:

tar -czvf sysdiagnose.tar.gz sysdiagnose

Le opzioni utilizzate significano:

  • c: crea un nuovo archivio;
  • z: applica la compressione gzip;
  • v: mostra a schermo i file elaborati;
  • f: indica il nome del file da creare, in questo caso sysdiagnose.tar.gz.

Al termine troverete il file sysdiagnose.tar.gz all’interno della cartella iPhone 11. L’archivio conterrà l’intera cartella esportata e potrà quindi includere, oltre al sysdiagnose, anche altri report diagnostici recuperati dal dispositivo: è questo bundle completo che potrete inviare al destinatario.

Come condividerlo

Dal dispositivo aprite il file individuato in Dati di analisi, toccate l’icona di condivisione in alto a destra e scegliete una delle opzioni disponibili:

  • AirDrop, generalmente la soluzione più rapida.
  • Salva su File, per conservarlo localmente o caricarlo successivamente su un servizio di trasferimento.
  • Un portale di assistenza o un collegamento protetto concordato con il destinatario.

Attenzione alla riservatezza

Il sysdiagnose può contenere informazioni personali e dati sensibili relativi al dispositivo, alle applicazioni e alle attività di sistema.

Condividetelo esclusivamente con il destinatario previsto e attraverso un canale sicuro. Se utilizzate un collegamento cloud, è consigliabile impostare una scadenza e una password, comunicando quest’ultima attraverso un canale separato.

Come accortezza generale, è consigliabile generare il sysdiagnose il prima possibile dopo l’anomalia e accompagnarlo con l’orario esatto e una breve descrizione dell’accaduto. Queste informazioni possono aiutare a interpretare i dati raccolti.


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