FTK Imager PRO: supporto alla cifratura e iOS

Dopo quasi 25 anni dall’uscita del preziosissimo – oltre che gratuito, anche per uso commerciale – software FTK Imager, la società Exterro (che ha acquisito AccessData) ha fatto uscire la versione “Pro” che ne contiene le stesse caratteristiche ma con il supporto alla decifratura e all’acquisizione logica di dispositivi iOS.

L’idea che si legge sulla pagina ufficiale di FTK Imager Pro su Exterro è quella di espandere le capacità già solide della versione gratuita con funzioni più sofisticate, soprattutto per trattare prove cifrate, dispositivi mobili e per ridurre i tempi nelle attività forensi. Secondo Exterro, FTK Imager Pro “permette di evitare l’imaging completo del disco e visualizzare file decrittati istantaneamente, preservando la catena di custodia e accelerando le indagini.

Caratteristiche e prezzo di FTK Imager PRO

Nella pagina del “coming soon” del negozio Exterro, sono elencate le caratteristiche chiave previste per la versione Pro:

  • acquisizione logica avanzata “Advanced Logical” da Smartphone Apple iOS (messaggi, foto, dati app, registri chiamate);
  • rilevamento di immagini cifrate e richiesta delle credenziali per decrittarle;
  • accesso “live” a dati decrittati direttamente dal dispositivo, senza dover necessariamente creare prima un’immagine cifrata completa.

Il prezzo indicato sul sito del negozio è 499 USD all’anno per utente, la licenza è legata al PC sul quale viene installato il software.

La versione gratuita di FTK Imager: cosa offre

Per comprendere il salto rappresentato da FTK Imager Pro, è utile ricordare le funzioni offerte dalla versione gratuita di FTK Imager:

  • Creazione di copia forense di hard disk o supporti di memoria nei formati standard (E01, AFF, RAW, ecc.);
  • Creazione di copie forensi di cartelle o singoli file tramite contenitori forensi in formato A01;
  • Anteprima di file e directory contenuti nelle immagini o nei dispositivi collegati;
  • Esportazione tramite di file e cartelle selezionati da immagini forensi (es file di registro, eventi, etc…);
  • Calcolo e verifica degli hash (MD5, SHA1, SHA256) per garantire l’integrità dei dati acquisiti;
  • Montaggio di immagini forensi come unità virtuali per ispezione.

Queste funzionalità rendono la versione gratuita uno strumento molto utile e robusto per attività di copia forense di base, prendando ovviamente limitazioni quando si devono trattare dati cifrati, dispositivi mobili o situazioni in cui non si vuole acquisire l’intero disco indiscriminatamente.

Confronto: la versione gratuita di FTK Imager vs FTK Imager Pro

Sul sito ufficiale viene fornita una ottima tabella di confronto tra la versione gratuita di FTK Imager vs FTK Imager Pro:

Da questo confronto tra le due versioni – FTK Imager free edition e FTK Imager PRO a pagamento – emerge chiaramente che la Pro punta a colmare le lacune più critiche della versione gratuita, specialmente nelle aree dell’encryption, dell’analisi “live” e del supporto a dispositivi mobili.

Punti strategici e vantaggi principali di FTK Imager Pro

Emergono dai documenti evidenti vantaggi della versione a pagamento di FTK Imager PRO, tra i quali:

1. Trattamento delle evidenze cifrate / crittografia

Uno dei punti di forza più citati per FTK Imager Pro è la capacità di rilevare immagini cifrate (come BitLocker, FileVault, e altre) e richiedere le credenziali per decrittarle, permettendo di visualizzare i dati senza dover prima creare un’immagine cifrata completa. Questo è particolarmente utile, poiché oggi molte installazioni operative – persino sistemi Windows moderni – adottano cifratura di default, e dover acquisire un’intera copia forense cifrata per poi scoprire che l’oggetto d’interesse è piccolo può essere inefficiente.

2. Preview / accesso live ai dati decrittati

Invece di dover acquisire e poi analizzare per intero un disco, Pro consente l’accesso immediato ai file decrittati dal dispositivo, riducendo in modo drastico i tempi iniziali delle indagini (il cosiddetto “triage”). Questa funzionalità permette un flusso operativo più agile: si può decidere cosa acquisire in modo selettivo, anziché “prendere tutto”.

3. Supporto migliorato per dispositivi mobili (iOS)

FTK Imager Pro integra una modalità di copia forense logica avanzata per i dispositivi iOS: acquisizione forense di foto, messaggi, dati delle app, registri delle chiamate e così via, con un’interfaccia guidata.

FTK Imager Pro e l'acquisizione forense logica di iOS

Questo riduce la necessità di strumenti esterni di mobile forensics per l’acquisizione forense di iOS, consolidando in un’unica interfaccia maggior parte dei processi iniziali di raccolta di dati da smarthpone Apple iPhone con iOS.

FTK Imager Pro e Acquisizione Forense di iPhone con iOS

La iOS Advanced Logical Collection di FTK Imager Pro sembra simile a una Advanced Logical tipica degli strumenti tradizionali di mobile forensics, basata su backup iTunes come Cellebrite UFED, MSAB XRY, Oxygen Forensics, Magnet Axiom e simili.

4. Efficienza e riduzione dei tempi

Con le funzioni pro di decrittazione “on the fly” e l’accesso live, Exterro afferma che gli operatori possono “chiudere casi più rapidamente e con meno sforzo”. In scenari reali, dove il tempo è cruciale (incident response, indagini penali, contenziosi), questa efficacia può essere strategica.

5. Mantenimento della catena di custodia

Nonostante l’accesso diretto ai dati decrittati, l’obiettivo è preservare i principi forensi, tracciando gli accessi e controllando che qualsiasi modifica non comprometta l’integrità dell’evidenza. Exterro sostiene che Pro mantiene la catena di custodia anche nelle operazioni più snelle.

6. Unificazione delle funzionalità

FTK Imager Pro combina più funzioni (imaging, decrittazione, raccolta mobile) in un solo tool “leggero”, evitando di dover passare tra più strumenti o moduli. Questo può semplificare la formazione del personale e ridurre l’errore operativo.

Potenziali svantaggi e limiti da considerare

Il prodotto pare molto interessante ma ci sono alcune criticità o limiti ancora da valutare:

Costo / modello di licenza
Pro sarà offerto con un abbonamento annuale (499 USD per utente) il che rappresenta un investimento più che percorribile anche per piccole strutture ma la licenza è legata al singolo dispositivo (PC, Workstation) e non pare essere disponibile versione con licenza su dongle.

Dipendenza da credenziali valide
Le capacità di decrittazione “on demand” funzionano solo se si dispone delle credenziali corrette. In assenza delle chiavi, l’accesso live potrebbe non essere possibile, costringendo comunque ad acquisizioni complete o brute force nel caso in cui non si disponga delle password.

Complessità e rischi operativi
L’accesso “live” ai dati può esporre a rischi di alterazione accidentale o manipolazione: anche se il tool si propone di preservare integrità e catena di custodia, l’operatore deve essere cauta/o e ben addestrata/o.

Limitazioni nelle analisi più avanzate

FTK Imager (in versione gratuita o Pro) non è un tool di analisi forense completa che possa essere utilizzato come strumento principale per una perizia informatica, per esempio, non è pensato per compiere analisi complesse su file cancellati, recuperi approfonditi, correlazioni, reportistica forense sofisticata. Per queste funzioni, esiste il “FTK Forensic Toolkit” (la suite completa) che integra motori di analisi, ricerche full-text, database, e reportistica avanzata così come altre soluzioni di produttori concorrenti come Intella, Nuix, Magnet Axiom, Belkasoft, etc…

Stabilità / maturità del prodotto

Essendo un prodotto d’informatica forense “nuovo” (o comunque di recente rilascio), potrebbero emergere bug, limitazioni nelle versioni iniziali, o mancanze rispetto a casi limite non previsti. Occorre valutare affidabilità, aggiornamenti e supporto nel tempo, dato che non molto tempo fa era emerso un problema con una versione di FTK Imager gratuita rilasciata e subito ritirata dal web.

Compatibilità e dipendenze ambientali

Potrebbero esserci limitazioni legate ai sistemi operativi, alle versioni dei file system cifrati, a nuove forme di cifratura emergenti che non siano inizialmente supportate, a modelli iOS non previsti, ecc.

Conclusioni

Nel complesso, il software FTK Imager Pro sembra un ottimo prodotto per eseguire perizie informatiche forensi su supporti digitali come hard disk, pendrive e ora anche smartphone Apple iPhone con iOS: valuteremo di aggiornare l’articolo in base a test o feedback una volta che ve ne saranno.

Una giornata agli HackInBo Forensic Games

Sabato 16 novembre si sono svolti a Bologna – nell’ambito del consueto e annuale evento sulla sicurezza informatica HackInBo – i “Forensic Games”, la sfida nel contesto delle indagini digitali alla quale partecipano, da ormai tre anni, appassionati d’informatica forense confrontandosi in scenari investigativi realistici e avvincenti.

La progettazione dei Forensic Games è frutto dell’impegno dell’instancabile Alessandro Farina, coadiuvato da Paolo Reale, Paolo Dal Checco, Mattia Epifani e Davide “Rebus” Gabrini, con la supervisione di Mario Anglani e del team HackInBo che rende possibile realizzare in concreto il frutto dell’immaginazione di tutti coloro che hanno contribuito.

Dalla fondazione dei Forensic Games, Alessandro Farina ha il merito di essere riuscito a coordinare e spronare il gruppo di lavoro in modo da arrivare all’evento con un gioco reso ancora più avvincente dalla collaborazione delle Forze dell’Ordine e dei volontari dell’ANPAS, che rendono ogni anno la scena del crimine e le indagini che su di essa si vanno a sviluppare ancora più realistica.

Gli HackInBo Forensic Games 2024, tenutisi a Bologna nella loro quarta edizione, si sono confermati anche quest’anno uno degli eventi più stimolanti e innovativi nel panorama della sicurezza informatica italiana, offrendo ai partecipanti l’opportunità di immergersi in un caso realistico – forse anche troppo 😅 – e complesso, ambientato in uno scenario che combinava tecnologia avanzata, criminalità informatica e investigazione tradizionale.

L’evento ha richiesto ai team di partecipanti – che non si erano mai incontrati prima – di affrontare una sfida multidisciplinare, intrecciando competenze tecniche, intuizione investigativa e capacità di collaborazione sotto pressione con il fine di produrre una perizia informatica preliminare basandosi su attività svolte sul campo.

Il contesto dei Forensic Games

L’ambientazione dei Forensic Games è stata curata nei minimi dettagli, ricreando il contesto di una banca, localizzata all’interno del Centro Congressi Grand Tour Italia (ex Fico) e diventata teatro di un crimine violento. Un impiegato è stato infatti trovato morto in circostanze misteriose e le indagini hanno subito rivelato un intreccio di attività illecite, dalla manipolazione di dati aziendali a traffici sul dark web.

L’obiettivo dei partecipanti non era solo quello di raccogliere prove, ma di ricostruire la catena di custodia, valutare la volatilità delle informazioni raccolte, identificare il movente e fornire elementi utili per individuare il responsabile dell’omicidio.

Questo scenario ha messo in luce l’importanza della digital forensics come disciplina fondamentale per risolvere crimini moderni. Le indagini forensi si sono infatti concentrate su dispositivi digitali compromessi, reti aziendali potenzialmente infiltrate, sistemi di videosorveglianza e dati crittografati che celavano segreti compromettenti alla base di un omicidio ricostruibile esclusivamente grazie alle tracce digitali lasciate dal colpevole.

I partecipanti hanno avuto accesso a strumenti avanzati d’informatica forense e a informazioni parziali, dovendo spesso colmare le lacune con ingegno e rigore scientifico, confrontandosi, prendendo decisioni anche in un contesto d’urgenza e arrivando a trarre le conclusioni dell’indagine digitale nel corso della stessa giornata.


Il cuore delle indagini digitali

I team di partecipanti ai Forensic Games hanno affrontato una gamma diversificata di dispositivi e problematiche, rappresentative delle sfide reali del settore dell’informatica forense. Tra le attività principali, spiccavano:

  • Analisi delle chiavette USB: Alcuni dispositivi rimovibili contenevano volumi cifrati protetti da password. Una volta decifrati, hanno rivelato file sospetti come richieste di riscatto, immagini legate a traffici illegali e collegamenti a wallet in criptovalute. L’uso di strumenti come VeraCrypt e WinSCP ha evidenziato un tentativo sistematico di nascondere e trasferire informazioni sensibili.
  • Recupero di dati crittografati: La crittografia è stata uno degli ostacoli principali delle attività dei team partecipanti ai Forensic Games. Attraverso l’uso di tool d’informatica forense come FTK Imager o Autopsy, i team sono riusciti a montare volumi protetti e analizzarne il contenuto, trovando prove che collegavano la vittima a operazioni sospette su piattaforme del dark web, come siti di e-commerce illegali e wallet Bitcoin orientati alla protezione della privacy.
  • Analisi della RAM: Un’attenzione particolare è stata data alla memoria volatile, che ha fornito dettagli su sessioni attive e applicazioni utilizzate prima dell’arrivo degli investigatori sulla scena del crimine. Questa pratica ha permesso di recuperare dati critici che sarebbero altrimenti andati persi dopo il riavvio dei dispositivi.
  • Ricostruzione della cronologia di navigazione: L’analisi dei browser ha giocato, come spesso accade, un ruolo cruciale. Sono emerse dall’analisi forense dello storico del browser password salvate, cronologie di accesso a gestionali aziendali e link a siti della rete Tor, utilizzati per attività illecite come traffico di droga e armi. Alcuni team hanno utilizzato metodi avanzati, come la modifica dei campi password tramite strumenti di ispezione del codice, per recuperare credenziali nascoste.
  • Indagini sulla rete aziendale: Il monitoraggio del traffico di rete – una embrionale network forensics – ha rivelato attività sospette, come connessioni a server remoti e tentativi di esfiltrazione di dati. Questa analisi ha suggerito che l’aggressore fosse ben organizzato e tecnicamente preparato.

Le sfide affrontate

Ogni fase dell’indagine informatica forense ha presentato ostacoli complessi. La crittografia dei dispositivi rimovibili e dei file rappresentava un problema tecnico significativo, risolto solo grazie alla combinazione di strumenti avanzati e forte intuito da parte dei partecipanti. La necessità di lavorare in tempo reale, senza compromettere le prove ha richiesto precisione e rapidità. Inoltre, l’interazione con le Forze dell’Ordine ha evidenziato quanto sia fondamentale combinare indagini digitali e investigazione tradizionale, in un contesto dove la cooperazione tra gli operatori è un elemento strategico.

La collaborazione tra team di partecipanti, Carbinieri, Polizia di Stato e Polizia Scientifica è stata cruciale, la scena del crimine è infatti stata popolata di operatori che si sono suddivisi i ruoli, dall’acquisizione delle impronte digitali, tracce biologiche, immagini alla raccolta di reperti e bossoli.

Anche l’analisi delle registrazioni dei video di sorveglianza del DVR della banca in cui è stato ambientato il forensic game ha giocato un ruolo strategico. Grazie al sistema di riconoscimento facciale SARI, un’immagine parziale del sospetto è stata migliorata e confrontata con un database esistente, portando a possibili corrispondenze. Questo passaggio ha sottolineato il ruolo sempre più centrale della tecnologia nell’identificazione di responsabili.


La premiazione

La premiazione delle squadre della 4° Edizione di HackInBo® Forensic Games – HackInBo® Classic Edition Winter 2024 – è stata avvincente, ha infatti seguito la presentazione dei casi da parte dei partecipanti, con interventi degli organizzatori Alessandro Farina, Paolo Reale, Paolo Dal Checco, Mattia Epifani e Davide “Rebus” Gabrini e con interventi e supervisione di Mario Anglani e del team HackInBo.

Al seguente link potete visionare il video youtube della premiazione dei Forensic Games 2025 ad HackInBo, con l’esposizione delle squadre partecipanti che hanno raccontato come hanno condotto l’analisi forense e redatto una piccola perizia informatica con le risultanze delle analisi tecniche.

Conclusioni e spunti di riflessione

Gli HackInBo Forensic Games si sono chiusi con una vittoria collettiva: ogni team ha portato contributi unici e complementari, dimostrando quanto la digital forensics sia una disciplina che richiede sia competenze tecniche che pensiero critico. La simulazione ha evidenziato i pericoli crescenti del crimine informatico, ma anche la potenza degli strumenti investigativi disponibili per combatterlo.

Il caso presentato, con le sue sfaccettature digitali e fisiche, è stato un esempio lampante della complessità del mondo moderno. Gli investigatori non solo hanno analizzato dati, ma hanno raccontato una storia: quella di un crimine nato dalla tecnologia e nascosto dietro file crittografati, software di anonimato e sistemi aziendali compromessi.

Questa edizione degli HackInBo Forensic Games non è stata solo una competizione, ma una lezione pratica su come affrontare le sfide della sicurezza informatica e informatica forense. Ha mostrato che il successo nel risolvere casi come questo richiede non solo abilità tecniche, ma anche collaborazione, intuito e la capacità di adattarsi a scenari in continuo mutamento. Un monito e un’opportunità per chi lavora nel settore della sicurezza delle informazioni, ma anche per chi guarda al futuro con preoccupazione e speranza.